Gianbattista Garattini
Agente in attività finanziaria
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Allarme mutui: tornano le penali di estinzione anticipata?
21/07/15
A marzo le conquiste dei consumatori in fatto di mutui potrebbero fare un salto indietro di 10 anni. La direttiva europea sui consumi (2014/17), recepita lo scorso 2 luglio, rischia infatti di reintrodurre nella legislazione italiana le penali di estinzione anticipata.

Non solo, prevede anche la possibilità per le banche di collegare al mutuo l’apertura di conti correnticonti di depositoprodotti di investimento o piani pensionistici a garanzia del credito erogato. Verrebbero così spazzare via tutte le conquiste raggiunte nell’ultimo decennio in tema di diritti dei consumatori e di trasparenza bancaria nel nostro Paese.

Le penali di estinzione anticipata. Prima del 2007 quando un mutuatario decideva di estinguere prima del tempo il proprio mutuo, versando alla banca l’intero ammontare del debito residuo, era tenuto a pagare all’istituto di credito una penale che si aggirava intorno all’1-1,50% della cifra saldata in caso di mutuo a tasso variabile e al 2-2,50% in caso di finanziamento a tasso fisso. Nel 2007 la legge Bersani sulle liberalizzazioni (n. 40 del 2 aprile) ha vietato alle banche l’applicazione di penali in caso di estinzione anticipata del mutuo. A partire dal 2007 i contratti dei prestiti per comprare casa non possono quindi contenere clausole che prevedano il pagamento di una qualsiasi cifra a titolo di indennizzo per la chiusura anticipata del finanziamento.

La direttiva europea. La direttiva europea sui consumatori all’articolo 66, pur riconoscendo l’importanza della possibilità per i consumatori “di liberarsi dei loro obblighi prima della data concordata nel contratto di credito”, prevede che gli Stati membri possano stabilire le condizioni per esercitare tale diritto. In particolare, “tra queste condizioni possono figurare restrizioni temporali sull’esercizio del diritto, un trattamento diverso a seconda del tipo di tasso debitore o restrizioni relative alle condizioni alle quali il diritto può essere esercitato”. Le condizioni fissate dagli Stati membri “possono prevedere che il creditore abbia diritto ad un indennizzo equo ed obiettivamente giustificato per i costi potenziali direttamente connessi al rimborso anticipato del credito”. Secondo la direttiva europea, le penali non dovrebbero superare “la perdita economica sofferta dal creditore”. Una perdita che è difficile da quantificare e proprio per questo rischia di tradursi in una serie di pratiche discrezionali.

I prodotti collegati ai mutui. L’articolo 25 della direttiva europea sostiene che “di norma” non dovrebbe essere ammesse pratiche di commercializzazione abbinata. Tuttavia è possibile un’eccezione nei casi in cui “i creditori offrano o vendano un contratto di credito insieme con un conto di pagamento, un conto di risparmio, prodotti d’investimento o pensionistici laddove, per esempio, il capitale del conto è usato per rimborsare il credito o costituisce un prerequisito della raccolta di risorse ai fini dell’ottenimento del credito, ovvero in situazioni in cui, per esempio, un prodotto d’investimento o un prodotto pensionistico privato serve da ulteriore garanzia del credito”. Resta salvo il diritto per il consumatore di scegliere il proprio assicuratore, “a condizione che la sua polizza assicurativa offra un livello di garanzia equivalente a quella della polizza proposta dal creditore”. Insomma, il pericolo è di reintrodurre in Italia quelle forme di vendita abbinata di prodotti finanziari che erano state faticosamente estromesse dal nostro ordinamento negli ultimi 10 anni.

L’ultima speranza. Lo scorso 2 luglio il parlamento ha delegato il governo a licenziare il decreto delegato che dovrà rendere operativa la direttiva europea sui consumi. Il governo avrà tempo fino al 21 marzo per farlo, delineando le nuove regole per il comparto dei mutui. Poiché nel recepire la direttiva europea gli Stati membri non sono tenuti ad attenersi al testo ma possono prevedere un livello di armonizzazione minimo, il governo potrebbe scegliere di tutelare i consumatori, mantenendo le disposizioni attualmente in vigore. In caso contrario, è bene ricordare che la nuova normativa sarà valida solo per i contratti stipulati a partire dalla data della pubblicazione della nuova disciplina. In altre parole, meglio affrettarsi se si cerca un nuovo mutuo o si vuole sostituite il vecchio. fonte: settorefinanza.com
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