Gianbattista Garattini
Agente in attività finanziaria
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Il crollo e la ripresa: MUTUI 2008-2014
17/04/15
Non c’è niente di meglio dei numeri per fotografare la realtà. Così l’ufficio studi di Tecnocasa ha messo in fila le percentuali relative alle erogazioni e alla domanda di mutui dal 2008 al 2014. Quello che emerge è il quadro di una forte crisi, che ha progressivamente ridotto il volume sia dell’offerta che della domanda di prestiti per comprare casa, nel quale si ravvisano i primi segnali di recupero.

L’inizio. Nel 2008, dopo lo scoppio dello scandalo dei mutui subprime negli Stati Uniti, le concessioni di prestiti ipotecari calano del 9%, la domanda del 4%. “Le erogazioni diminuiscono per il secondo anno consecutivo, influenzate dall'attenzione alle politiche del credito degli istituti che registrano un aumento delle sofferenze sui mutui erogati negli anni precedenti - spiega l’ufficio studi di Tecnocasa -. La domanda di credito cala ma in maniera più moderata, il mercato resta ancora influenzato dal fenomeno subprime”.

2009. Le banche continuano a stringere i cordoni del credito, diminuendo del 10% il volume dei mutui erogati. “L’accesso al credito si restringe a favore dei cittadini italiani - prosegue l’analisi -. Il sentiment dei consumatori è invece in una fase positiva, i dati macroeconomici sembrano trasmettere fiducia e assistiamo ad un rimbalzo della richiesta di finanziamento”. La domanda infatti, contrariamente alle erogazioni, sale del 7%.

2010. L’aumento della domanda di mutui casa registrata l’anno precedente influenza le erogazioni dei finanziamenti, che nel 2010 salgono del 9%. “Le banche, esaurita l’onda lunga dei mutui subprime, tornano a registrare interesse per il prodotto mutuo. Decisamente il miglior anno per il settore degli ultimi cinque”, si legge nel rapporto.

2011. È l’anno in cui la parola spread diventa tristemente familiare: verso la metà del 2011 “si innescano le prime tensioni sul debito sovrano di alcuni Paesi dell’Area Euro, tra cui l’Italia. Si impenna il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi che comporta un innalzamento dei costi di approvvigionamento degli istituti italiani”. I mutui diventano più costosi e le erogazioni subiscono una brusca frenata, così come “la fiducia dei consumatori che influenza la domanda”. Le concessioni scendono del 12% e la richiesta del 19%.

2012. È l’anno peggiore. “Proseguono le tensioni sia sulla domanda che sull’offerta di credito – precisa lo studio di Tecnocasa -. I bassi tassi di riferimento sono in parte neutralizzati da prodotti più costosi. Viene così meno l'interesse su sostituzione e surroga e assistiamo all'uscita dal mercato di alcuni player per i prodotti di mutuo. Le tensioni sul mercato del lavoro, nelle sue componenti di occupazione e reddito, rallentano la domanda”. Le erogazioni si dimezzano rispetto all’anno precedente (-46%), così come la domanda (-42%).

2013. Le concessioni di mutui casa continuano a scendere ma a un ritmo meno sostenuto, soprattutto nella seconda metà dell’anno, fermandosi a -14%. “Il costo di approvvigionamento dei prodotti resta elevato e il mercato del lavoro stenta a decollare, ma la Bce inizia le sue manovre di riduzione dei tassi e si riduce il differenziale tra Btp e Bund”, chiarisce il report. Anche la fiducia dei consumatori comincia a risalire. Ne beneficia la domanda di mutui, che riprende la sua crescita da luglio e per attestarsi a fine anno a -3%.

2014. Arrivano i primi segnali positivi. “Le erogazioni sono in aumento (10% tra gennaio e settembre), i tassi di riferimento sono ai minimi storici, si riducono gli spread sui prodotti destinati all’acquisto dell’abitazione principale, la domanda di mutui è in costante aumento (12%) e la Bce sta operando da tempo per sostenere le erogazioni a famiglie e imprese - conclude Tecnocasa -. L’offerta bancaria è in miglioramento ma la qualità del portafoglio è un fattore determinante per le scelte di erogazione, così come la qualità del cliente stesso”. Per questo occorre prudenza nelle previsioni per il futuro. fonte: www.settorefinanza.com
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