Gianbattista Garattini
Agente in attività finanziaria
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Mutui, Abi: tassi al 2,81% ad agosto. Su le erogazioni
17/09/15
Tassi al 2,81% nel mese di agosto ed erogazioni di mutui aumentate dell’82,2% nei primi sette mesi dell’anno. È il bilancio dell’Associazione bancaria italiana (Abi), che ha reso noti oggi i risultato del bollettino mensile di settembre, precisando che quasi i due terzi dei nuovi finanziamenti per comprare casa sono a tasso fisso.

L’andamento dei tassi su mutui e prestiti. I tassi di interesse sui mutui nel 2015 hanno avuto un andamento altalenante, scendendo dal 2,83% di gennaio fino al 2,63% di aprile per poi risalire e attestarsi a 2,77% a giugno, a 2,75% a luglio e infine a 2,81% ad agosto. È andata meglio ai prestiti presi nella loro totalità. Il tasso medio sul totale dei prestiti è infatti sceso progressivamente dall’inizio dell’anno (quando era al 3,63%), per arrivare ad agosto al 3,36%, il minimo storico. Il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese è rimasto stabile ad 2,06% ad agosto, il valore più basso da maggio 2010.

Le erogazioni. Tra gennaio e luglio le concessioni di mutui casa sono aumentate, secondo l’Abi, dell’82,2% rispetto ai primi sette mesi del 2014. Nello stesso periodo i prestiti alle imprese sono cresciuti del 16%. I dati riguardano un campione rappresentativo di 78 banche, che costituiscono l’80% del mercato.

Il peso delle surroghe. Secondo l’associazione bancaria, “l’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 7 mesi del 2015, a circa il 27,7%”.

Le sofferenze. Continua a salire la rischiosità dei prestiti in Italia, per colpa del protrarsi della crisi. Stando agli ultimi dati disponibili le sofferenze lorde sono passate dai 195,8 miliardi di euro di giugno ai 197 miliardi di euro di luglio. “Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10,3% a luglio 2015 (9% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 17,1% per i piccoli operatori economici (15,3% a luglio 2014; 7,1% a fine 2007), il 17,4% per le imprese (14,8% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,1% per le famiglie consumatrici (6,6% a luglio 2014; 2,9% a fine 2007) - precisa il report mensile -. Anche le sofferenze nette registrano a luglio 2015 un aumento, passando da 84,2 miliardi di giugno a 84,8 miliardi di luglio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,68% a luglio 2015 dal 4,62% di giugno 2015 (4,30% a luglio 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi). Sulla base dell’ultimo dato disponibile, a marzo scorso il numero complessivo degli affidati in sofferenza era pari a 1.199.107 (in prevalenza imprese e famiglie)”. fonte: settorefinanza.com
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