Gianbattista Garattini
Agente in attività finanziaria
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Mutui, penale o equo indennizzo. C’è differenza?
23/09/15
Il nocciolo della questione è tutto in quelle tre parole “indennizzi equi e obiettivi”, contenute nella direttiva europea 2014/17 (“Mortgage Credit Directive”), che concede agli Stati membri la possibilità di prevedere un indennizzo in favore delle banche quando i mutuatari estinguono un mutuo prima della naturale scadenza del contratto.

L’estinzione anticipata si verifica quando qualcuno riesce a mettere da parte i soldi necessari per chiudere anticipatamente il proprio mutuo o quando decide di trasferirlo da una banca all’altra, approfittando del meccanismo della surroga. Entrambe le procedure hanno ricevuto una grande spinta a partire dal 2007, quando i cosiddetti decreti Bersani hanno, da un lato, abolito le penali di estinzione anticipata sui mutui e, dall’altro, introdotto la surroga a costo zero per i mutuatari. È nato così un vivace mercato della sostituzione dei prestiti per comprare casa, con grandi vantaggi per i consumatori.

La direttiva 4/2014/17/Ue del 4 febbraio 2014, prevedendo la possibilità per i Paesi dell’Unione europea di inserire nel proprio ordinamento un rimborso per gli istituti di credito in caso di chiusura anticipata dei finanziamenti ipotecari, ha stabilito al 21 marzo il termine per divenire operativa in tutti gli Stati membri. Anche l’Italia deve dunque adeguare la propria normativa, scegliendo le misure da adottare per conformarsi agli obiettivi previsti.

Il Consiglio dei ministri lo scorso 10 dicembre ha esaminato in via preliminare la direttiva e il 10 settembre ha approvato un disegno di legge, trasmesso alla Conferenza unificata per ricevere il suo parere. Nell’attesa di leggere il testo del ddl, non pubblicato sul sito del Governo, le associazioni dei consumatori hanno lanciato un allarme per un possibile ritorno delle penali di estinzione anticipata.

Federconsumatori e Adusbef, in particolare, sebbene la direttiva europea non contenga le parole “penale”, “commissione” o “indennizzo” hanno dichiarato che i clienti delle banche sono a rischio se si parla di “indennizzo equo e obiettivo”. “Equi ed obiettivi per chi?”, hanno tuonato i presidenti delle due associazioni, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. A loro avviso la nuova normativa potrebbe favorire il sistema bancario. Anche perché  le famiglie italiane pagano già “tassi più elevati dallo 0,9 all’1,3% rispetto alla media europea. Percentuali che equivalgono a circa 18.000 - 22.000 euro in più”. Una disparità “ingiustificabile”, per superare la quale non è stato finora fatto nulla. “A maggior ragione, alla luce di tale differenza, sarebbe inaccettabile concedere il ritorno delle penali. Ostacoleremo in ogni modo e con ogni mezzo tale operazione, che consideriamo vessatoria e retrograda”, concludono Trefiletti e Lannutti.

Il chiarimento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio de Vincenti, non si è fatto attendere. “L’articolo 12 del disegno di legge di delegazione europea alla lettera q del comma 1 prevede in maniera inequivoca che ‘il diritto del consumatore all'estinzione anticipata sia esercitabile senza applicazione di commissioni, indennità od oneri’ - ha dichiarato in un comunicato stampa -. Per quanti abbiano in corso mutui e intendano estinguerli, non esiste alcun rischio di dover pagare commissioni o indennizzi di nessun genere”.

Le associazioni dei consumatori restano in attesa. “Dal testo aggiornato dello ‘Schema di disegno di legge recante delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea - Legge di delegazione europea 2015’ emerge che è stata eliminata ogni traccia di quegli ‘indennizzi equi ed obiettivi’ inizialmente previsti - dichiarano i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti -. Ovviamente, prima di tirare un sospiro di sollievo, attenderemo che il decreto venga approvato, per avere così la certezza che questo rischio sia stato sventato definitivamente”.  Intanto danno atto al Governo “di aver operato nell'interesse dei cittadini, eliminando una disposizione che avrebbe, di fatto, reintrodotto le penali a carico di coloro che avessero voluto estinguere anticipatamente il proprio mutuo, la cui applicazione era stata vietata all'indomani della Riforma Bersani”.  fonte:settorefinanza.com
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