Gianbattista Garattini
Agente in attività finanziaria
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Nord, Centro, Sud: come cambiano i mutui in Italia
30/06/15
I mutui non sono uguali in tutta Italia. A riassumere le differenze che caratterizzano i prestiti per comprare casa sul territorio nazionale è la Banca d’Italia ne “L’economia delle regioni italiane nel 2014”, pubblicato oggi.

L’avvio della ripresa. Lo scorso anno si è assistito ai primi segnali di risveglio del mercato immobiliare e dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni. Le compravendite sono aumentate in misura maggiore al Centro, mentre le erogazioni di mutui, dopo un calo progressivo iniziato nel 2008, sono tornate a crescere, in particolar modo nel Mezzogiorno. “Alla ripresa hanno contribuito sia l’allentamento, in tutte le macroaree, dei criteri di accesso ai finanziamenti, sia il miglioramento delle prospettive del mercato immobiliare - precisa la Banca d’Italia -. Dopo circa un triennio di calo, le richieste di finanziamenti per l’acquisto di abitazioni sono cresciute in tutte le aree del Paese, rafforzandosi nella seconda metà dell’anno”.

Come diminuiscono i tassi. Nel 2014 i tassi sui mutui sono scesi in media dello 0,4% rispetto al 2013 nel nostro Paese. Il calo non è stato però omogeneo. In particolare, il prezzo dei mutui a tasso fisso è diminuito di più al Sud e al Nord Ovest, mentre quello dei finanziamenti a tasso variabile si è ridotto di più al Centro.

Come cambia la percentuale di intervento. La maggiore disponibilità delle banche a concedere credito alle famiglie si evince dai cambiamenti che hanno interessato alcune caratteristiche dei mutui casa, prima fra tutte il loan to value, il rapporto tra l’importo di mutuo e il costo dell’immobile. La percentuale di intervento degli istituti di credito, che si era andata progressivamente riducendo dal 2008, è lievemente aumentata nel 2014, mantenendosi comunque più bassa di circa il 10% rispetto ai livelli precedenti la crisi.
La crescita è stata diversa sul territorio nazionale. Il picco massimo è stato raggiunto in Trentino Alto Adige, dove il loan to value è arrivato al 63,7%; mentre il valore minimo è stato registrato in Sicilia, con il 56,5%. L’indicatore si è attestato al 57% nel Centro, mentre è arrivato al 60% nel Nord Est.

Più mutui al Nord, meno al Sud. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2013 il 15,9% delle famiglie italiane aveva un mutuo. Tuttavia il ricorso a un prestito per comprare casa è risultato più diffuso al Nord Est (18%), seguito dal Nord Ovest (17%) e dal Centro (16,5%). Mentre l’incidenza dei finanziamenti ipotecari si è mantenuta più bassa al Sud e nelle Isole (15,3%). Sotto il profilo delle difficoltà a pagare le rate, lo studio della Banca d'Italia precisa che “le situazioni di potenziale vulnerabilità rimanevano nel complesso contenute: le famiglie con un reddito inferiore al valore mediano e la cui rata del mutuo assorbe almeno il 30% del reddito erano comprese tra l’1,8% del Nord Ovest e il 2,4 del Centro”. fonte: settorefinanza.com
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