Gianbattista Garattini
Agente in attività finanziaria
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Più mutui e a tassi più bassi fra gennaio e marzo
14/07/2015
Nei primi tre mesi del 2015 le banche hanno erogato più mutui, a tassi più bassi. A fare il punto sull’andamento dei prestiti per comprare casa è l’ufficio studi di Tecnocasa, che analizza i dati del Bollettino Statistico II-2015 di luglio della Banca d’Italia.

Erogazioni salite del 35%. Nel primo trimestre dell’anno le famiglie italiane hanno ricevuto 7.072,9 milioni di euro in mutui per l’acquisto dell’abitazione, il 35% in più dei 1.835,1 milioni di euro ricevuti nei primi tre mesi del 2014. Si tratta del quinto trimestre consecutivo di crescita delle concessioni di prestiti ipotecari.
Nel periodo aprile 2014 - marzo 2015 alle famiglie sono andati 25.992,3 milioni di euro in mutui casa, con una crescita del 19,9% rispetto ai 12 mesi precedenti (aprile 2013-marzo 2014).

Più mutui in Veneto, Piemonte e Molise. È il Veneto la regione nella quale le concessioni di finanziamenti per l’acquisto della casa sono cresciute di più. Con un aumento del 50% rispetto ai primi 3 mesi del 2014, nelle città venete sono stati erogati mutui per 675,6 milioni di euro. Buona la crescita dei prestiti alle famiglie anche in Piemonte, Molise e Puglia, dove si è registrato un incremento del 43,5%, e in Calabria, Liguria, Marche e Toscana, con un balzo del 40%. “Permangono sempre differenze geografiche, in quanto sono generalmente le regioni del Nord Italia quelle dove si eroga mediamente di più: la Lombardia si conferma ancora leader, con 1.576,3 milioni di euro (+26,3% rispetto al primo trimestre 2014), seguita da Lazio (poco meno di 1.000 milioni di euro), Veneto (675,6 milioni di euro) ed Emilia-Romagna (582,3 milioni di euro)”, precisa Tecnocasa.

Prestiti in crescita in tutte le province, con poche eccezioni. Delle 110 province oggetto di analisi, solo 6 hanno sperimentato una flessione dei volumi dei mutui. Nel resto d’Italia è cresciuto il volume delle concessioni. Addirittura a Rovigo i volumi sono più che triplicati, con un boom del 217,4%; mentre a Cuneo e Novara i volumi sono più che raddoppiati, con un aumento rispettivamente del 109,4% e del 103,2%. In fondo alla classifica figurano invece le province di Carbonia-Iglesias e Crotone, che hanno perso rispettivamente il 24% e il 19,9%.

I tassi. A partire da agosto del 2011 la Banca centrale europea ha abbassato progressivamente i tassi di interesse nell’Area euro. “Dopo i tagli operati a metà 2012, gli interventi sono continuati a maggio e a novembre 2013, in entrambi i casi con -25bps - prosegue l’analisi -. L’ultimo intervento, avvenuto a inizio settembre 2014, ha portato il tasso alla sua quotazione minima di sempre con 0,05%, dopo che a giugno 2014 era già stato abbassato a 0,15%”. Parallelamente, è sceso anche il tasso Euribor. “L’Euribor a 3 mesi dai massimi di metà 2011 (1,60% a luglio), ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato rapidamente a quota 0,18% a dicembre 2012 per attestarsi poco sopra 0,20% per tutto il 2013 e il 2014, salvo scendere sotto 0,10% dalla seconda parte dell’anno scorso e andare addirittura sottozero a  maggio e giugno 2015 (-0,01% ciascuno)”, spiega Tecnocasa.
L’Eurirs ha avuto invece un andamento differente. “L’Eurirs a 25 anni, dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, è sceso a giugno 2012 al 2,13% - prosegue -. È poi tornato a crescere fino a 2,75% a settembre 2013; da quel momento ha iniziato la fase discendente che lo ha portato al suo nuovo minimo ad aprile 2015 con 0,82%. A maggio 2015 l’indice ha ripreso quota, arrivando a 1,65% a giugno 2015”.

Le rate mensili. Che differenza ha determinato l’andamento dei tassi sull’importo delle rate mensili dei mutui fissi e variabili? Secondo i calcoli di Tecnocasa, in base ai valori dei tassi di giugno 2015, un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro e di durata 25ennale - ipotizzando uno spread medio indicativo di mercato pari a 1,80 bps sia per il tasso fisso sia per il tasso variabile - avrebbe una rata mensile di 635 euro con un mutuo a tasso fisso e di 546 euro con un finanziamento a tasso variabile, per una differenza di 89 euro.

fonte: settorefinanza.com
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